La Riforma Istruzioni per l'uso

Contabilità

COS'È

Gli enti del terzo settore (Ets) devono redigere il bilancio di esercizio formato dallo stato patrimoniale, dal rendiconto gestionale, con l'indicazione, dei proventi e degli oneri, dell'ente, e dalla relazione di missione che illustra le poste di bilancio, l'andamento economico e gestionale dell'ente e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie. Agli strumenti di rendicontazione contabile si aggiunge il bilancio sociale, che considera soprattutto l’impatto sociale di un ente del terzo settore.

COME FUNZIONA

Nelle associazioni di terzo settore, l’approvazione del bilancio è competenza inderogabile dell’assemblea.

Rendiconti, bilanci e rendiconto delle raccolte fondi svolte nell’esercizio precedente devono essere depositati entro il 30 giugno di ogni anno presso il registro unico nazionale del terzo settore (Runts), per essere pubblicati. L'impresa sociale deposita il bilancio presso il registro delle imprese e lo pubblica sul proprio sito web.

ORGANO DI CONTROLLO

Sul bilancio vigila l’organo di controllo interno degli enti di terzo settore, che deve essere nominato necessariamente nelle fondazioni del terzo settore. Nelle associazioni esso deve essere nominato quando:

  • siano superati per due esercizi consecutivi due dei seguenti limiti (questo vale finché non si scenda di nuovo al di sotto dei limiti per due esercizi consecutivi):
    • totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 110.000 euro;
    • ricavi, rendite, proventi, entrate comunque denominate: 220.000 euro;
    • dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 5 unità.
  • sono stati costituiti patrimoni destinati.

L’organo di controllo ha una particolare composizione, volta ad assicurare requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza.

La nomina di un revisore legale dei conti è obbligatoria quando siano stati costituiti patrimoni destinati o quando l’ente superi per due esercizi consecutivi due dei seguenti limiti (anche se l’obbligo cessa quando si scenda per due esercizi consecutivi al di sotto del limite):

  • totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 1.100.000 euro;
  • ricavi, rendite, proventi, entrate comunque denominate: 2.200.000 euro;
  • dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 12 unità.

I componenti dell'organo di controllo possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo. Per questo motivo, possono chiedere agli amministratori notizie sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari.

L’eventuale dichiarazione di responsabilità dell’amministrazione, ai sensi del codice civile, può essere segnalata da: almeno un decimo degli associati; l'organo di controllo; il soggetto incaricato della revisione legale dei conti; il pubblico ministero.

Ogni associato, oppure almeno un decimo degli associati nelle associazioni, riconosciute o non riconosciute, che hanno più di 500 associati, può denunciare i fatti che ritiene censurabili all'organo di controllo, se nominato, il quale deve tener conto della denuncia nella relazione all'assemblea. Se la denuncia è fatta da almeno un ventesimo degli associati dell'ente, l'organo di controllo può indagare sui fatti e presentare le sue conclusioni all’assemblea, convocandola qualora i fatti risultino di rilevante gravità e vi sia urgente necessità di provvedere.

Le norme sulla responsabilità degli amministratori non si applicano agli enti religiosi civilmente riconosciuti.

CASI SPECIFICI

CONTABILITÀ SEPARATA

In alcuni casi è necessario adottare una contabilità separata:

  • nel caso dei centri di servizio per il volontariato (Csv) per le risorse provenienti da fonte diversa dal fondo unico nazionale (Fun);
  • nel caso degli enti del terzo settore non commerciali, per l'attività commerciale esercitata;
  • nel caso dei patrimoni destinati a uno specifico affare. Gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per accedere alla normativa del codice del terzo settore, devono costituire un patrimonio destinato per le attività di interesse generale e devono tenere separatamente le scritture contabili.
ENTI DI MINORI DIMENSIONI

Il bilancio degli enti del terzo settore con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate inferiori a 220.000 euro può essere redatto nella forma del rendiconto per cassa.

5 PER MILLE

I beneficiari del riparto del contributo del 5 per mille sono soggetti a obblighi particolari di rendicontazione e trasparenza:

  • entro 1 anno dalla ricezione delle somme, essi devono redigere un rendiconto, accompagnato da una relazione illustrativa, dalla quale risultino in modo chiaro, trasparente e dettagliato la destinazione e l'utilizzo delle somme percepite;
  • il rendiconto deve essere trasmesso entro i successivi 30 giorni all'amministrazione erogatrice;
  • entro 30 giorni dal termine di redazione del rendiconto, devono pubblicare sul proprio sito web gli importi percepiti e il rendiconto;
  • entro 7 giorni dalla pubblicazione devono darne comunicazione all’amministrazione.

In caso di violazione, l'amministrazione erogatrice diffida il beneficiario ad adempiere entro 30 giorni e in caso di inerzia dispone una sanzione amministrativa pari al 25% del contributo percepito.

OBBLIGHI E DIVIETI

Il bilancio deve essere redatto in conformità alla modulistica definita con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentito il Consiglio nazionale del terzo settore.

Gli enti del terzo settore non commerciali che non applicano il regime forfetario, a pena di decadenza dai benefici fiscali per esse previsti, devono:

  • in relazione all'attività complessivamente svolta, redigere scritture contabili cronologiche e sistematiche atte ad esprimere con compiutezza e analiticità le operazioni relative a ogni periodo di gestione, e rappresentare distintamente le attività di interesse generale da quelle diverse, con obbligo di conservare le stesse scritture e la relativa documentazione almeno finché non siano definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo di imposta. Questi obblighi si considerano assolti anche attraverso la tenuta del libro giornale e del libro degli inventari in conformità al codice civile e – per soggetti che hanno conseguito in un anno proventi di ammontare non superiore a 220.000 euro – possono essere sostituiti dalla tenuta del rendiconto di cassa;
  • in relazione alle attività svolte con modalità commerciali, tenere le scritture contabili semplificate, annotando cronologicamente in un apposito registro i ricavi percepiti indicando per ciascun incasso: 1) il relativo importo; 2) le generalità, l'indirizzo e il comune di residenza anagrafica del soggetto che effettua il pagamento; 3) gli estremi della fattura o altro documento emesso. Devono essere altresì annotate cronologicamente, in diverso registro e con riferimento alla data di pagamento, le spese sostenute nell'esercizio, con indicazione dell’importo e delle generalità del pagante, come indicate al punto 2).

Nel bilancio, l'organo di amministrazione documenta anche il carattere secondario e strumentale delle attività diverse da quelle generali, riportato, a seconda dei casi, nella relazione di missione o in una annotazione in calce al rendiconto per cassa o nella nota integrativa al bilancio.

Inoltre, gli enti di terzo settore nel bilancio sociale o nella relazione al bilancio danno conto del rispetto del limite di differenza retributiva tra lavoratori dipendenti posto dalla legge. Tale differenza non può essere superiore al rapporto uno a otto, da calcolarsi sulla base della retribuzione annua lorda.

Per quanto riguarda di enti del terzo settore non commerciali:

  • per le attività non commerciali, non sono soggetti all'obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante ricevuta o scontrino fiscale;
  • con riferimento alle raccolte pubbliche di fondi devono inserire all'interno del bilancio un rendiconto specifico dal quale devono risultare, anche a mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente, le entrate e le spese relative a ciascuna delle celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione che non concorrono alla formazione del reddito imponibile.

L’ente di terzo settore commerciale deve inserire nell’inventario, entro tre mesi dall’assunzione della qualifica, tutti i beni facenti parte del patrimonio. Inoltre, dovrà tenere le scritture contabili che la legge impone alle imprese commerciali. A differenza della disciplina ordinaria le registrazioni delle scritture cronologiche delle operazioni comprese dall'inizio del periodo di imposta al momento in cui si verificano i presupposti che determinano il mutamento della qualifica, devono essere eseguite entro tre mesi decorrenti dalla sussistenza dei presupposti.

Gli enti del terzo settore che esercitano la propria attività esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale devono:

  • tenere le scritture contabili proprie dell’impresa commerciale: il libro giornale, il libro degli inventari e le altre scritture richieste dalla natura e dalle dimensioni dell'impresa;
  • redigere e depositare presso il registro delle imprese il bilancio di esercizio.

I gruppi di imprese sociali sono inoltre tenuti a redigere e depositare i documenti contabili ed il bilancio sociale in forma consolidata.

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

La riforma mette ordine al regime delle scritture contabili degli Ets, che finora non erano definite in modo sistematico.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 “Codice del terzo settore”artt. 4, 10, 30, 61, 86-87, 93

Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112 “Revisione della disciplina in materia di impresa sociale”artt. 9, 10.

ENTRATA IN VIGORE

Codice del terzo settore: 3 agosto 2017

Impresa sociale: 20 luglio 2017

REGIME TRANSITORIO

Per i bilanci o rendiconti, continuano ad applicarsi le norme previgenti sino all’anno fiscale successivo alla approvazione del decreto ministeriale che ne disciplinerà gli schemi. Per quanto riguarda il 5 per mille, continuano ad applicarsi le norme previgenti sino alla approvazione del previsto nuovo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ogni riferimento al registro unico nazionale del terzo settore diviene efficace dalla sua operatività. Prima continuano ad applicarsi le norme previgenti ai fini e per gli effetti derivanti dall'iscrizione degli enti nei registri Onlus, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale che, insieme a imprese sociali e bande musicali, possono adeguare i propri statuti entro il 30 giugno 2020 utilizzando le maggioranze semplificate. 

La scheda è aggiornata al 3 luglio 2019.

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