La Riforma Istruzioni per l'uso

5 per mille

COS'È

È una modalità che permette ai contribuenti di devolvere una percentuale pari al 5 per mille dell’imposta IRPEF a enti che svolgono attività socialmente rilevanti contestualmente alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

CHI COINVOLGE/CHI ESCLUDE

I contribuenti possono destinare la quota del 5 per mille della propria IRPEF a soggetti operanti in settori distinti dalle seguenti finalità:

  • sostegno degli enti del Terzo settore, iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts).

Al riguardo, la destinazione della quota di 5 per mille a tale categoria di soggetti ha validità a decorrere dall’anno successivo a quello di operatività del Runts. Fino a tale anno, la quota di 5 per mille continua a essere destinata al sostegno degli “enti del volontariato”, categoria che comprende:

  • le organizzazioni di volontariato (Odv), iscritte nei registri regionali e provinciali;
  • le associazioni di promozione sociale (Aps), iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali;
  • le associazioni di promozione sociale le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell’Interno, Onlus parziali ai sensi dell’art.10, c.9 del d. lgs. 460/1997;
  • le Onlus, iscritte all’Anagrafe unica delle onlus;
  • le organizzazioni non governative (Ong) già riconosciute idonee ai sensi della legge n. 49/1987 alla data del 29 agosto 2014 ed iscritte all’Anagrafe unica delle Onlus su istanza delle stesse;
  • le associazioni riconosciute e le fondazioni che operano nei settori di attività delle Onlus (elencati nel d.lgs. 460/1997, all’art.10, c.1, lettera a);
  • le cooperative sociali e i consorzi di cooperative sociali, di cui alla legge 381/1991;
  • gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti accordi e intese, Onlus parziali ai sensi dell’art.10, c.9 del D. Lgs. 460/1997.
  • finanziamento degli enti della ricerca scientifica e dell'università;
  • finanziamento degli enti della ricerca sanitaria;
  • sostegno delle attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente;
  • sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche, riconosciute ai fini sportivi dal Comitato olimpico nazionale italiano a norma di legge, che svolgono una rilevante attività di interesse sociale.

Resta possibile la destinazione del contributo a favore del finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici e il sostegno agli enti gestori delle aree protette.

COME FUNZIONA L'ACCREDITAMENTO

Per essere accreditati all’accesso al riparto del contributo del 5 per mille, gli enti interessati devono rivolgersi alle amministrazioni competenti, cui è affidato anche il controllo dei requisiti richiesti per l’iscrizione. Il riferimento è, in particolare, al:

  • Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, per gli enti del Terzo settore (quando sarà operativo il Runts);
  • Ministero dell’Università e della ricerca, per gli enti della ricerca scientifica e dell’università;
  • Ministero della Salute, per gli enti della ricerca sanitaria;
  • Comitato olimpico nazionale italiano (Coni), per le associazioni sportive dilettantistiche (Asd);
  • Agenzia delle entrate, per gli “enti del volontariato”, destinatari del contributo fino all’operatività del Runts.

I Comuni sono esentati dall’accreditamento.

Riguardo i tempi e la validità dell’accreditamento il legislatore regola differenti modalità e termini di accreditamento per i vari enti interessati.

In ogni caso, entro il 10 aprile di ogni anno le amministrazioni competenti per ogni categoria ammessa al finanziamento redigono l’elenco degli enti iscritti che hanno fatto richiesta di accreditamento, elenco da pubblicare sul relativo sito web entro il successivo 20 aprile. Fino al 30 aprile è possibile chiedere la rettifica di eventuali errori di iscrizione.

L’elenco aggiornato è reso pubblico entro il 10 maggio.

L’accreditamento regolarmente eseguito da parte degli enti sopracitati ha carattere permanente. Questo significa che, se l’ente mantiene i requisiti per l’accesso al beneficio, la sua iscrizione è valida anche per gli esercizi finanziari successivi.

A quest’ultimo proposito, il 31 marzo di ogni anno ciascuna amministrazione pubblica l’elenco permanente degli enti accreditati nei precedenti esercizi e puntualmente aggiornato. Il rappresentante legale dell’ente beneficiario ha 30 giorni di tempo per comunicare all’amministrazione competente eventuali variazioni o richieste di cancellazione. Se non intervengono modifiche successive, l’elenco pubblicato è considerato valido anche per gli anni seguenti.

La pubblicazione dell’elenco complessivo degli enti ammessi ed esclusi avviene sui siti delle amministrazioni competenti entro il 31 dicembre di ogni anno e poi trasmesso all’Agenzia delle entrate per il riparto. Entro il settimo mese successivo alla scadenza di presentazione delle dichiarazioni dei redditi, l’Agenzia delle entrate pubblica l’elenco degli enti ammessi ed esclusi dal beneficio, completo dei relativi importi.

RIPARTO

Ai soggetti regolarmente accreditati spetta la quota del 5 per mille loro direttamente destinata dai contribuenti. Le quote il cui importo in ciascuna finalità è inferiore a 100 euro non sono corrisposte all’ente e sono ripartite all’interno della medesima finalità in proporzione al numero complessivo delle destinazioni dirette espresse mediante apposizione del codice fiscale.

EROGAZIONE DEL CONTRIBUTO

La nuova normativa prevede una significativa accelerazione delle procedure di erogazione delle risorse.

In particolare, l’Agenzia delle entrate, sulla base delle scelte operate dai contribuenti, trasmette in via telematica al Ministero dell'Economia e delle finanze i dati occorrenti a stabilire, sulla base degli incassi relativi all’IRPEF per il periodo d’imposta corrispondente, gli importi delle somme che spettano a ciascuno dei soggetti a favore dei quali i contribuenti hanno effettuato una valida destinazione della quota del 5 per mille della loro IRPEF.

Tali importi sono ripartiti con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze tra gli stati di previsione delle diverse amministrazioni interessate all’erogazione sulla base dei dati già comunicati dall’Agenzia delle entrate.

Entro il 30 settembre del secondo esercizio finanziario successivo a quello di impegno (ad esempio: nel caso dei redditi percepiti dai cittadini nel 2020, e pertanto denunciati nel 2021, l’ente che partecipa alla ricezione del 5x1000 deve comunicare il proprio iban entro il 30/09/2022), i beneficiari comunicano alle amministrazioni erogatrici i dati necessari per il pagamento delle somme assegnate per consentirne l’erogazione entro il termine di chiusura del secondo esercizio finanziario successivo a quello di impegno.

Entro il termine di chiusura del secondo esercizio finanziario successivo a quello di impegno, le amministrazioni erogatrici effettuano il pagamento del contributo a favore degli enti beneficiari, sulla base degli elenchi appositamente predisposti dall’Agenzia delle entrate.

I beneficiari che non forniscono tempestivamente all’amministrazione erogatrice i dati necessari per il pagamento perdono il diritto a percepire il contributo per l’esercizio di riferimento e i relativi importi sono versati all’entrata del bilancio dello Stato.

Le amministrazioni erogatrici sono inoltre tenute, entro novanta giorni dalla data di erogazione del contributo, alla pubblicazione in apposita sezione del proprio sito web degli elenchi dei soggetti ai quali lo stesso contributo è stato erogato, della data di erogazione e del relativo importo. Le stesse amministrazioni pubblicano inoltre in un’apposita sezione del proprio sito web il link al rendiconto pubblicato sul sito web del beneficiario.

OBBLIGH I DEI BENEFICIARI

Le novità della nuova normativa riguardano anche gli obblighi per gli enti percettori del 5 per mille.

In particolare, tutti i beneficiari destinatari delle quote di 5 per mille redigono, entro un anno dalla ricezione delle somme, un apposito rendiconto, accompagnato da una relazione illustrativa, dal quale risulti, in modo chiaro, trasparente e dettagliato, la destinazione e l’utilizzo delle somme percepite, utilizzando il modulo disponibile sul sito istituzionale delle amministrazioni competenti.  

I rendiconti e le relative relazioni devono essere trasmessi, entro trenta giorni dalla data ultima prevista per la compilazione, all’amministrazione competente all’erogazione delle somme per consentirne il controllo.

Gli enti che hanno percepito contributi di importo inferiore a 20.000 euro non sono tenuti, salva    espressa richiesta dell’amministrazione, all’invio del rendiconto e della relazione, che devono comunque essere redatti entro un anno dalla ricezione degli importi e conservati per 10 anni.

I beneficiari del contributo non possono utilizzare le somme a tale titolo percepite per coprire le spese di pubblicità sostenute per campagne di sensibilizzazione sulla destinazione della quota del 5 per mille.

Tutti i beneficiari hanno poi l’obbligo di pubblicare sul proprio sito web gli importi percepiti e il rendiconto, dandone comunicazione all’amministrazione erogatrice entro i successivi sette giorni.

In caso di omessa pubblicazione, l’amministrazione erogatrice diffida il beneficiario a effettuare la citata pubblicazione assegnando un termine di trenta giorni e in caso di inerzia provvede all’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria pari al venticinque per cento del contributo percepito.

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

Nella disciplina vigente prima dell’intervento della riforma del Terzo settore i soggetti destinatari erano individuati tra gli enti deputati al sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali previsti e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, comma 1, lett. a) d.lgs. n. 460/1997. La formulazione attuale menziona invece gli enti del Terzo settore iscritti nel Runts.

Rispetto alla disciplina precedente, per gli enti che sono iscritti nell’elenco permanente (pubblicato da ciascuna amministrazione entro il 31 marzo di ogni anno) non sarà più obbligatorio inviare una nuova dichiarazione sostitutiva in caso di variazione del legale rappresentante.

Le due principali modifiche introdotte dal d.P.C.M. 23 luglio 2020 attengono:

  • all’accelerazione nei tempi di erogazione delle risorse secondo la stessa modalità oggi prevista per il 2 per mille ai partiti;
  • all’elevazione della soglia minima a 100 euro sotto la quale le risorse non vengono erogate.

REGIME TRANSITORIO

Inoltre, fino all’entrata in funzione del registro unico nazionale del terzo settore, solo gli enti che hanno ricevuto un contributo superiore a 20.000 euro, hanno l’ulteriore obbligo di trasmettere il rendiconto delle somme ricevute all’amministrazione erogatrice entro 13 mesi dalla percezione della somma.

A partire dal 2018, se la somma percepita a titolo di 5 per mille è superiore a 10.000 euro o, se sommata ad altri vantaggi economici percepiti dalle pubbliche amministrazioni, si superi comunque tale importo, vige invece l’obbligo di pubblicazione del contributo ricevuto sul sito internet o sui portali digitali dell’ente entro il 30 giugno dell’anno successivo alla percezione della somma. 

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 luglio 2020Disciplina delle modalità e dei termini per l'accesso al riparto del cinque per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche degli enti destinatari del contributo, nonché delle modalità e dei termini per la formazione, l'aggiornamento e la pubblicazione dell'elenco permanente degli enti iscritti e per la pubblicazione degli elenchi annuali degli enti ammessi

Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 111 “Disciplina dell'istituto del cinque per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche”

Dl 6 luglio 2011, n. 9, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111: art. 23, comma 46

Decreto legge 16 ottobre 2017, n. 148 “Disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili”: art. 17-ter

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 novembre 2010, n. 231 “Regolamento di attuazione dell'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, riguardante i termini dei procedimenti amministrativi del Ministero per i beni e le attività culturali

ABROGAZIONI

d.P.C.M. 23 aprile 2010, “Finalità e soggetti ai quali può essere destinato il 5 per mille per l’anno finanziario 2010”

d.P.C.M. 7 luglio 2016, “Disposizioni in materia di trasparenza e di efficacia nell’utilizzazione della quota del cinque per mille, in attuazione dell’articolo 1, comma 154, della legge 23 dicembre 2014, n. 190”

ENTRATA IN VIGORE

Le disposizioni di riforma contenute nel d.P.C.M. 23 luglio 2020 entrano in vigore immediatamente risultando perciò applicabili al 5 per mille in devoluzione il prossimo anno, con la sola eccezione degli Ets che saranno beneficiari del 5 per mille a partire dall’anno successivo a quello di operatività del Runts.

La scheda è aggiornata al 30 settembre 2020.

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