La Riforma Istruzioni per l'uso

Altri enti del terzo settore

COS'È

Entro tale categoria (che vedrà una propria apposita sezione nel registro unico nazionale del terzo settore - Runts) rientreranno tutti gli enti che non troveranno adeguata collocazione nelle altre sezioni del registro.

CHI COINVOLGE

Il codice del terzo settore chiarisce che le sue disposizioni si applicano, nei casi in cui non sono derogate e in quanto compatibili, anche alle categorie di enti del terzo settore (Ets) che hanno una disciplina particolare, diversa da organizzazione di volontariato (Odv), associazione di promozione sociale (Aps) o impresa sociale (es. Ong, Asd, associazioni bandistiche, etc.), ma per le quali non è prevista una apposita sezione nel Runts.

Le norme del codice del terzo settore si applicano agli enti religiosi civilmente riconosciuti limitatamente allo svolgimento delle attività di interesse generale, a condizione che per tali attività adottino un regolamento, in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata, che recepisca le norme del codice – salvo quelle di cui il codice stesso esclude l’applicazione – e sia depositato nel registro unico nazionale del terzo settore.

Per lo svolgimento di tali attività deve essere costituito un patrimonio destinato e devono essere tenute separatamente le scritture contabili.

Inoltre, rientrano nel terzo settore i soggetti operanti nel settore della protezione civile e i corpi volontari dei vigili del fuoco delle province autonome di Trento e di Bolzano e della Regione autonoma della Valle d'Aosta.

Oltre agli enti, appena menzionati, la categoria degli “altri enti del terzo settore” serve a comprendere anche soggettività non categorizzate dalla legge. Per questo, la previsione degli “altri enti” serve ad aggiungere un fattore di flessibilità alla normativa, introducendo una “porta aperta” a nuovi tipi di enti che stanno nascendo e potrebbero nascere in futuro, dalla vitalità del non profit.

CHI ESCLUDE

Il codice del terzo settore non si applica alle fondazioni bancarie, pur trattandosi di enti che concorrono al perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

Inoltre, non fanno parte del terzo settore le formazioni e le associazioni politiche, i sindacati, le associazioni professionali e di rappresentanza di categorie economiche. Sono escluse anche le amministrazioni pubbliche, intese in senso lato, comprese le istituzioni educative, le aziende pubbliche e loro consorzi e associazioni, gli istituti autonomi case popolari, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, le aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale.

A esclusione degli aspetti di seguito specificati, gli altri enti di terzo settore fanno riferimento alla normativa generale degli Ets

CASI SPECIFICI

Gli enti religiosi civilmente riconosciuti sono soggetti ad alcune regole particolari, rispetto agli altri enti di terzo settore. A essi, infatti, non si applica:

  • l’obbligo delle imprese sociali di prevedere negli statuti forme di coinvolgimento nelle decisioni dei lavoratori e degli utenti e di altri soggetti direttamente interessati alle loro attività;
  • le norme sull’azione di responsabilità contro gli amministratori;
  • le norme sul diritto degli associati o degli aderenti di esaminare i libri sociali;
  • l’obbligo di devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento ad altri enti del terzo settore costituiti e operanti da almeno tre anni o ai fondi per la promozione e lo sviluppo delle imprese sociali, secondo le disposizioni statutarie;
  • la regola per cui nelle imprese sociali il volontariato è ammesso, ma può essere utilizzato solo in misura complementare e non sostitutiva rispetto ai parametri di impiego di operatori professionali previsti dalle disposizioni vigenti.

Inoltre, il codice prevede che negli enti di terzo settore la nomina di uno o più amministratori può essere attribuita anche a enti religiosi.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 “Codice del terzo settore”artt. 4, 12, 15, 26, 29

Legge 6 giugno 2016, n. 106 “Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale”art. 1

ENTRATA IN VIGORE

3 agosto 2017

REGIME TRANSITORIO

Fino all'operatività del registro unico nazionale del terzo settore, continuano ad applicarsi le norme previgenti ai fini e per gli effetti derivanti dall'iscrizione degli enti nei registri Onlus, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale.  Gli Ets saranno ufficialmente riconosciuti dopo l’attivazione del Registro unico nazionale del terzo settore ma organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, Onlus, imprese sociali e bande musicali possono adeguare i propri statuti entro il 30 giugno 2020 utilizzando le maggioranze semplificate.   

La scheda è aggiornata al 3 luglio 2019.

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