La Riforma Istruzioni per l'uso

Sedi e locali

COS'È

Agli enti del terzo settore (Ets) viene riconosciuta la possibilità di utilizzare in forma non onerosa beni mobili e immobili messi a disposizione dallo stato, dalle regioni, dalle province autonome e dagli enti locali per manifestazioni e iniziative temporanee, nel rispetto di determinati principi. È possibile, inoltre, stipulare contratti di comodato con i suddetti enti o prendere in concessione beni culturali che siano immobili statali ai fini della riqualificazione degli stessi.

COME FUNZIONA

Gli enti del terzo settore possono utilizzare in modalità non onerosa, pertanto senza pagamento di alcun corrispettivo, i beni mobili e immobili messi a disposizione dallo stato, dalle regioni, dalle province autonome e dagli enti locali per manifestazioni e iniziative temporanee, nel rispetto del principio di trasparenza, pluralismo e uguaglianza.

In occasione di tali manifestazioni e solo per il periodo di svolgimento delle stesse, possono esercitare anche l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, previa presentazione della comunicazione di inizio attività al comune e la richiesta delle necessarie autorizzazioni. Non sono invece richiesti i requisiti di accesso ed esercizio delle attività commerciali, ossia la presenza di determinati requisiti soggettivi in capo agli operatori, tra le quali la mancanza di condanne penali, e l’acquisizione di determinate qualifiche professionali riguardanti l’attività di ristorazione.

Inoltre la norma specifica che le sedi e i locali in cui gli enti del terzo settore svolgono l’attività istituzionale sono sempre compatibili con le disposizioni d’uso ministeriali, indipendentemente dalla destinazione urbanistica degli stessi.

I locali di proprietà degli enti statali sovra indicati possono essere concessi agli Ets, ad eccezione delle imprese sociali, anche in comodato d’uso. Il comodato può avere una durata massima di trenta anni e gravano sull’ente concessionario gli interventi di manutenzione e gli altri interventi necessari a mantenere la funzionalità dell’immobile.

Viene inoltre disposto che gli Ets che svolgono determinati tipi di attività possono richiedere in concessione, dietro pagamento di un canone agevolato, quantificato dalle amministrazioni interessate, i beni culturali immobili per l’uso dei quali non è corrisposto alcun canone e che richiedono interventi di restauro.

Gli Ets ammessi a tale agevolazione sono esclusivamente quelli che svolgono una delle seguenti attività di interesse generale:

  • interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio;
  • organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale;
  • organizzazione e gestione di attività turistiche di interesse sociale, culturale o religioso; 
  • riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata.

Tali enti si impegnano alla riqualificazione dei beni che prendono in comodato, mediante la realizzazione di interventi di recupero, restauro e ristrutturazione a proprie spese, i quali vengono detratte dal canone di concessione, entro il limite massimo del canone stesso.

L’ente concessionario ha la possibilità di introdurre anche nuove destinazioni d’uso all’immobile, sempre nell’ambito dello svolgimento delle attività sopra indicate. Il fine della concessione è la realizzazione di un progetto per la corretta conservazione del bene, l’apertura alla pubblica fruizione e la valorizzazione dello stesso. La durata della concessione è variabile e commisurata al raggiungimento dell’iniziativa, comunque non può eccedere i 50 anni. Gli Ets aderenti a tali iniziative, possono usufruire di tutte le agevolazioni previste per i privati, in particolare quelle riguardanti l’accesso al credito agevolato.

ALTRE AGEVOLAZIONI: SOCIAL BONUS

Viene istituito un credito d’imposta valido per le erogazioni liberali (social bonus) effettuate da contribuenti persone fisiche e imprese in favore degli Ets iscritti al registro che presentano un progetto per il recupero degli immobili pubblici inutilizzati e dei beni mobili e immobili confiscati alla mafia e che utilizzano tali beni ai fini dello svolgimento delle attività istituzionali con modalità non commerciali.

Il credito d’imposta riconosciuto è ripartito in 3 quote annuali di pari importo ed è pari a:

  • per le persone fisiche il credito spettante è pari al 65% dell’importo erogato entro il limite del 15% del reddito imponibile;
  • per le società il credito spettante è pari al 50% dell’importo erogato nel limite del 5 per mille dei ricavi annui ed è utilizzabile solo tramite compensazione con modello f24;
  • per gli enti non commerciali il credito spettante è pari al 50% dell’importo erogato nel limite del 15% del reddito imponibile.
TASSAZIONE DEGLI IMMOBILI

Sono esenti da Imu e da Tasi gli immobili posseduti e utilizzati da enti di terzo settore qualificati come non commerciali. Pertanto, l’agevolazione non è applicabile agli immobili posseduti e utilizzati da imprese sociali, comprese le cooperative sociali, e da Ets commerciali. Gli immobili, oltre ad essere posseduti ed utilizzati da Ets non commerciali, sono agevolabili se destinati esclusivamente allo svolgimento, con modalità non commerciali, di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive, di religione e culto.

La disposizione non si discosta molto da quanto previsto, antecedentemente all’entrata in vigore della riforma, in materia di Imu.

Viene inoltre stabilito che i comuni, le province, le città metropolitane e le regioni possano deliberare esenzioni per altri tributi di loro competenza in favore di Ets che non abbiano quale oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale. Anche in questo caso, pertanto, vengono escluse dall’agevolazione tutte le imprese sociali, comprese le cooperative sociali, e gli Ets commerciali.

I redditi degli immobili destinati in via esclusiva allo svolgimento di attività non commerciale da parte delle Odv e delle Aps, sono esenti da Ires.

COSA CAMBIA/COSA INTRODUCE

Il social bonus è un’agevolazione introdotta dalla riforma, così come la possibilità e le modalità di utilizzo in forma non onerosa di beni mobili e immobili pubblici e la presa in concessione dei beni culturali ai fini della riqualificazione.                                                                                                                       

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 “Codice del terzo settore”artt. 70, 71, 81, 82 comma 6 e 7, 84 comma 2, 85 comma 7

ENTRATA IN VIGORE

Le disposizioni relative alle agevolazioni in materia di social bonus e imposte sugli immobili si applicano in via transitoria a decorrere dal 1 gennaio 2018 alle Onlus, alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale iscritte nelle apposite anagrafi, albi o registri.

Per tutti gli altri enti iscritti al registro, comprese le imprese sociali, tutte le disposizioni descritte nel presente modulo si applicheranno a decorrere dal periodo d’imposta successivo all’autorizzazione della Commissione europea e comunque non prima del periodo di imposta successivo a quello in cui il registro unico nazionale diventerà operativo.

La scheda è aggiornata al 20 maggio 2019.

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